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L'albero degli zecchini. Moneta e mezzi di scambio alternativi: dalle origini a un futuro da comprendere

Museo di Palazzo Pretorio, Prato
14 Mag 2023
6 Gen 2024

Una mostra ideata e curata da Angela Orlandi (Università degli Studi di Firenze) per la Fondazione Istituto Internazionale di Storia Economica "F. Datini"- Prato.

Una mostra inconsueta realizzata a Prato nel Museo di Palazzo Pretorio che racconta, attraverso alcuni fatti essenziali, la lunga storia della moneta. Il titolo evoca la genialità di Carlo Collodi, il creatore di Pinocchio. Possiamo immaginare l'albero degli zecchini come un fiabesco creatore di soldi e di altri mezzi di scambio, ambiguo emblema della fantasia con cui gli uomini hanno costruito monete e strumenti a esse alternativi.

Per l'occasione sono state coinvolte molte istituzioni. MUDEM, il Museo della Moneta, ha messo a disposizione oggetti e manufatti che appartengono alla collezione Voltolina di sua proprietà. Si tratta di monete premonetali di ogni tipo come i cauri conchiglie diffuse a livello planetario; accanto a essi oggetti che appartengono a diverse civiltà come piccole spade, gettoni di porcellana e tessere di madreperla in Cina, Giappone, Corea e Tailandia o ami da pesca, pendenti e collane di conchiglie, denti di capodoglio che provengono dall'Oceania, cavigliere, bracciali e metalli abilmente lavorati dall'Africa, punte di giavellotto di ossidiana o trecce di foglie di tabacco dal continente americano.

Con il tempo gli uomini capirono che i metalli preziosi erano i più adatti a divenire strumenti di pagamento riconoscibili e accettabili da tutti. L'introduzione della moneta coniata è rappresentata da uno statere di Egina battuto tra VI e IV secolo a.C. (MUDEM-Banca d'Italia, Roma). Ma la riforma monetaria più importante nella storia di Europa fu quella di Carlo Magno che introdusse un sistema monetario unico basato sul denaro d'argento. Così, nell'VIII secolo d.C., nacque la lira una moneta non coniata che era pari a 240 denari di argento. La lira ha segnato i sistemi monetari europei sino all'avvento dell'Euro.

Le complicate vicende di questa storia sono accennate nel proseguo della mostra dove si racconta come dopo la Rivoluzione Commerciale, sotto la spinta della crescita economica, aumentò il bisogno di una moneta dal valore intrinseco più alto. Si tornò così a coniare oro. La prima città fu Firenze che nel 1252 batté il suo fiorino, seguita da Genova e da Venezia. La famiglia di Mario Bernocchi (collezione privata, Prato) ha messo a disposizione numerosi e scintillanti pezzi d'argento e d'oro.

Per spiegare i meccanismi di questo ritorno all'oro stimolato soprattutto dalla forza economica della produzione tessile toscana, l'esposizione si avvale anche di un mantello di panno ricostruito dal Museo del Tessuto di Prato e, accanto a esso, sono esposti campioni di stoffa di fine Trecento e del primo Quattrocento. Piccoli pezzi di tessuto di lana che venivano allegati alle lettere commerciali per comunicare gli ordini. Sono reperti conservati nell'Archivio di Stato di Prato nel celebre fondo di Francesco Datini dal quale provengono anche i primi strumenti di pagamento alternativi. Titoli di credito che rappresentano una prima variazione della mentalità che considerava la moneta come un pezzo di metallo prezioso la cui integrità ne terminava il valore e la fiducia.  Essi nacquero dalla inesausta domanda di moneta a cui non corrispondeva un adeguato aumento delle coniazioni per carenza di metalli preziosi. L'alternativa al denaro coniato fu agevolata da una crescita di fiducia tra operatori economici che facilitò la nascita dell'ordine scritto. Il visitatore resterà affascinato dalla presenza di trecentesche lettere di cambio (equivalenti agli odierni money transfer), ordini di prelievo e soprattutto assegni bancari che venivano comunemente usati in Toscana tra XIV e XVI secolo.

Forse fu proprio l'assegno bancario il precedente europeo della banconota. Nella mostra si trova la prima banconota al portatore emessa dalle Regie Finanze di Torino nel 1746 (Museo della Moneta, Banca d'Italia, Roma).

La conclusione è dedicata al futuro. Un interessante filmato, realizzato dal Laboratorio multimediale dell'Università degli Studi di Firenze, racconta della moneta immateriale: dalle carte di debito e credito alle criptovalute e si conclude accennando all'idea di creare una Central Bank Digital Currency.

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